La scelta consapevole e responsabile di un è forse una delle esperienze più belle che si possano fare, soprattutto nel caso in cui questo crescerà a fianco di un altrettanto infante umano, ben educato nel rispetto e nell’ amore nei confronti del compagno quadrupede.


Non mi soffermerò sul fatto che sia più etica l’adozione piuttosto che l’acquisto di un , non è in questo momento lo scopo dell’articolo, ma in egual modo il fatto di introdurre all’interno di un gruppo famigliare umano un essere sensibile, senziente e dotato di bisogni propri sia primari ( come l’alimentazione e il riparo ) che secondari come la possibilità di socializzare con cospecifici e non, implica da parte dell’addottante una buona dose di lungimiranza perchè per in media per una decina di anni ( o più mi auguro ) la nostra vita sarà accompagnata dalla sua.
detto ciò è fondamentale ricordare che come ogni mammifero che nasce incapace di provvedere a se stesso, sin dal primo secondo dopo il parto il di come l’uomo richiede cure materne che non solo serviranno a provvedere ai fabbisogni fisiologici del cagnolino ma anche saranno la base del carattere e dell’impronta emotiva che esso si porterà per tutta la vita.
Ritengo fondamentale che un non venga separato da madre e fratelli prima dei tre mesi di vita ( dopo questo periodo la cagna “allena” i suoi figli all’indipendenza in modo naturale ) perchè sono i mesi in cui maggiormente il giovane apprende le modalità di interazione cospecifiche, quelle di esplorazione e inizia la socializzazione con l’uomo.
Mamma è un ottima insegnante, paziente, coerente e decisa nei suoi modi, insegna al il rispetto e le regole gerarchiche in seno al gruppo famigliare canino, modula l’esuberanze e tramite l’insegnamento per imitazione e il gioco ( insegnamento sublimato ) prepara i suoi giovani figli a diventare dei buoni cani adulti.
All’interno di questo quadro dobbiamo poprre la nostra specie che da 15.000 / 40.000 anni ( il periodo varia a seconda delle scoperte scientifiche che vengono condotte sui ritrovamenti fossili umani e canini ) si è coevoluta col , molto spesso arrogandosi la pretesa di esserne ” padrona “.
home_1_04Detto questo,  un buon “padrone” non solo ha dei diritti nei confronti del suo …. ha anche dei DOVERI che cercherò di esporre attraverso dei punti, una decina partendo dal momento in cui si va a prendere il presso l’allevamento, o il canile/rifugio…. notate bene NON ho menzionato il negozio di animali …
Quanto scriverò è stato detto ridetto e stradetto ma spesso non attuato, quindi da me ribadito, ma tra educatori r istruttori cinofili vige un pensiero comune e questo sarà espresso nelle righe a seguire …
L’arrivo di un in casa è sempre un momento emotivamente intenso abbinato anche dal fatto che la nostra vita da ora in poi dovrà conformarsi a quella del , con un buon grado di starvolgimento organizzativo. 
Fondamentale è comprendere che questo esserino si troverà catapultato in un mondo non suo, in cui quasi tutto quello che ha imparato ( mi auguro invece da UOMO/ quale sono che invece molto di quello che ha imparato nei primi mesi con la mamma e dall’allevatore sia mantenuto ) viene stravolto.

p006_1_00davanti alla iniziale paura per ciò che è nuovo e alle prima distruzioni di oggetti ( insignificanti per il ma non per noi ) non ci si scoraggi, ci siamo assunti una responsabilità, è un animale che andrà educato e, se diventerà o meno un buon “coinquilino”, sarà in gran parte merito, o colpa, nostra! 
Comunire col prevede poche parole, un tono di voce calmo qualora non riuscissimo a fare a meno di tacere e una grande quantità di segnali posturali che il recepisce meglio delle parole.
Ovviamente i segnali che gli comunichiamo non devono mai essere contradittori, altrimenti non ci comprenderà…quindi è inutile pretendere che ritorni immediatamente incontro ai nostri richiami “urlati” con grazia e accompagnati da un tono minaccioso; voi forse vi avvicinereste ad uno che ai vostri occhi ha le sembianze di SHREK ?

p003_1_05Mantenedo la calma, la coerenza e comprendendo che il nostro linguaggio alle orecchie e occhi del è simile all’aramaico antico che per molti comuni umani può risulktare un poco sconosciuto… avremo un animale felice di corrervi incontro quando chiamato e dopo avere CODIFICATO in modo corretto quanto gli richiediamo. Sembra scontato, ma alcune regole sono basilari perché la nostra comunicazione con Fido sia efficace.
– Premiate il per una buona azione piuttosto che punirlo per un’azione sbagliata: i premi possono consistere,carezze…una pallina lanciata a mezz’aria uno sguardo dolce o un bocconcino gustoso ( il cibo lo tengo come ultimo rinfozo)

– COERENZA EDUCATIVA! Tutti!
1_3SOCIALIZZAZIONE dovremmo dare al la possibilità di interagire con la più ampia gamma di persone e animali diversi, in luoghi diversi, soprattutto nei primi mesi di vita durante i quali impara a non avere paura del mondo che lo circonda.
Farlo giocare e interagire con cani di razze e età diverse (con le dovute cautele e prevenzioni)  è come mandarlo a scuola: serve a fargli comprendere il modo di comunicare con i suoi simili.
Incontrerà sicuramente qualche adulto poco disposto a giocare e per il quale il suo saltellare frenetico risulterà stressante, vedrete che non esiterà a far capire al quali sono i limiti da non oltrepassare…ma queste sono le regole canine e voi dovrete, se possibile, rimanerne fuori.


EDUCAZIONE ALLA PULIZIA  Ricordatevi (e mettetevi l’anima in pace) che fino a circa 4 mesi il non ha un completo controllo degli sfinteri, per cui va compresa la sua incapacità a trattenere feci e urine per tempi lunghi. Comunque già a due mesi dovrete cominciare ad educarlo:
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Cercare di condurre fuori il il più frequentemente possibile, soprattutto dopo il risveglio, il gioco e il pasto per poter anticipare il momento in cui avrà la necessità di defecare.
Se lo cogliamo nell’atteggiamento di girarsi intorno in cerca di un luogo adatto arrestarlo con un “no” perentorio ma non troppo urlato ( non si urla ) e portarlo immediatamente fuori.
È assolutamente importante premiarlo in conseguenza dell’evacuazione effettuata nel luogo adatto. 

MAI punirlo dopo che ha evacuato in casa: non ne capirebbe assolutamente il motivo e forse la rifarebbe, per paura, nello stesso punto.
Le deiezioni vanno ripulite con acqua e bicarbonato, non ammoniaca (altrimenti quale luogo per rifarla è più attraente per il se non dove sente l’odore della ammoniaca ( contenuta anche nelle urine )  che gli ricorda tanto la sua pipì?).

IL PASTO hanno un ruolo etologico e gerarchico fondamentale nella vita del e quindi non fatevi impietosire da tutte le scene penose che metterà in atto nel mendicare alla vostra tavola, non sta sicuramente morendo di fame, è solo un modo per controllare le vostre azioni: chi comanda mangia per primo senza essere disturbato…resta semplicemente da stabilire chi effettivamente comanda in casa vostra.
Ricordando che colui che comanda non è quello che fa l’Orco bensì quello che gestisce le risorse ( il cibo è una delle più importanti per il ) ed è sempre propositivo, quindi dice al quello che deve fare e non solo quello che non va bene. 
Il deve poter mangiare almeno 4/5 volte al giorno,questo numero di pasti varia anche a seconda della razza, la mole e l’età da adulto passerete a 1-2 volte al giorno.
Fatelo magiare in una stanza diversa e in orari lontani dai vostri pasti, risolverete tante complicazioni e conflitti interiori (vostri).
Oppure anche nella stessa sala da pranzo, ma rispettando il suo spazio e non concedendo altro cibo.
Accarezzzare il mentre mangia, mettere le mani nella ciotola sottraendola per un istante e poi lasciandolo finire in pace pone il in una situazione in cui capisce che noi non siamo mai una minaccia al suo pasto ma che può serenamente fidarsi di noi.

p003_1_02IL POSTO PER RIPOSARSI Scegliere un posto dove far dormire il e che questa scelta non ricada mai sulla camera da letto o peggio sul letto.
Anche loro, i cani, devono avere la loro cuccia (solo la loro) e la loro coperta, nel senso che il luogo che sceglierete sarà tranquillo e non disturbato da bambini o altro.


IL GIOCO Evitare giochi violenti o di lotta e interrompete l’interazione se il cucciolo morde e non si ferma di fronte a un perentorio “no”.
Ricordare che la punizione peggiore per un cucciolo è l’interruzione della relazione sociale…mentre per voi sarebbe avere un Mastiff di ottanta chili che non ha imparato da cucciolo che un gioco è bello quando dura poco.
NON ABBIAMO IN CASA UN PELUCHES E NEMMENO UN BAMBINO…
il primo diritto che un ha è quello che prevede il rispetto della sua natura Canina… uno dei peggiori maltrattamenti è l’antropomorfizzazione ( avremo modo di approfondire ) quindi mi attengo ad una frase che mi piace tanto:

 ” il va trattato da ( come è consono alla sua natura e quaindi munirsi di libri che trattano di cinofilia e comportamento canino ) e NON DA CANI ( come è d’uso intendere un cattivo tenore di vita .. )” 


FONDAMENTALE IL CUCCIOLO ALL’ INDIPENDENZA…
Un cucciolo deve imparare a rimanere da solo in casa, pena tutte le vostre uscite, al lavoro, al ristorante o allo stadio la domenica.
Ovviamente tutto deve essere graduale e i tempi di allontanamento  mano a mano più lunghi.
Quando ci si allontana e anche al ritorno non salutare il troppo calorosamente tutto deve avvenire nella più completa (vostra) rilassatezza che nel tempo si trasformerà anche in una rilassatezza del .
Detta così sembra semplice, è indubbio che non tutto andrà liscio come l’olio e forse sarà sacrificato il vostro divano in pelle preferito, ma anche tale sfortunato evento sarà abbondantemente ricambiato dall’affetto e dalla devozione che un animale fantastico come il saprà dimostrarvi per tutta la vita.
L’avventura della convivenza con il cucciolo è una delle più interessanti, formative, edificanti ed istruttive esperienze ci ci possiamo permettere sempre e solo ( lo ribadisco ) nell’ottica del benessere del .
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Tutte le foto e i soggetti ritratti sono apparteneti all’archivio Di Casa Vismara
(consento la pubblicazione)
Max Vismara

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