Oggi grazie a All4animals vi raccontiamo la storia di Aura risale al 2010 ma il suo ricordo è ancora assai vivido nella mente di molte persone. Si trattò di un caso di tale inspiegabile brutalità che persino i quotidiani nazionali, all’epoca, ne parlarono.

Aura, piccola, mansueta, soli otto mesi di età, viveva a Trepuzzi, nel Salento. Come tanti altri animali prima e dopo di lei non dava fastidio a nessuno. Come avrebbe potuto? Era solo uno scricciolo.

Nella primavera del 2010 si è trovata nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. Nel momento, ossia, in cui un gruppo di ragazzini si annoiava a tal punto da pensare che sarebbe stato divertente cospargerla di liquido infiammabile e darle fuoco. Le voci che giravano all’epoca parlavano dei responsabili come di ragazzini delle scuole medie, ma non si esclude che a contribuire all’atto di violenza vi fossero anche persone più adulte. Quel che si sa per certo è che Aura non è stata trovata subito. Dopo essere a stento sopravvissuta al fuoco, è rimasta in quelle condizioni per giorni, da sola.
Era probabilmente nascosta da qualche parte.

Quando finalmente i volontari l’hanno trovata, nelle piaghe aperte del suo corpo c’erano già larve di mosca. Si è tentato il possibile per salvare Aura. Per un attimo, per un breve istante, si è persino sperato che potesse sopravvivere. È stato, quello, un istante davvero fugace. La morte si è portata via Aura poco dopo, di mattina presto. Il Comune di Trepuzzi ha pubblicato sul suo sito web sette righe di condanna formale in merito all’orrore infinito e inenarrabile vissuto dalla cagnolina. Un linguaggio istituzionale, freddo, distaccato, tipicamente politico. Difficile dire quanto vi fosse di vero, in quelle parole. Quello che è chiaro, è che a quasi due anni di distanza gli animalisti hanno le mani piene di niente: chiunque abbia ucciso Aura è rimasto impunito, e la violenza nei suoi confronti è stata nettamente percepita come “di serie B”. La petizione istituita all’epoca, intitolata “Il Salento vuole cambiare: la cagnolina Aura deve avere giustizia”, che mirava a raccogliere ventimila firme, si è fermata a poco più di dodicimila.
È comunque ancora attiva, e se volete firmarla, potete farlo a questo link.
Aura ora è anche qui, in questo blog. Non è la casa che avremmo voluto darti, sai?
Avremmo voluto che la tua vita fosse molto di più di una serie di righe scritte con il dolore nel cuore. Ma per quel che può servire, noi non dimenticheremo chi eri.

Addio, Aura.

 

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