Argo era a spasso con il suo compagno umano a Grosseto in un’area recintata quando all’improvviso dei cacciatori lo hanno abbattuto “perché scambiato per un cinghiale”.

I cacciatori non solo hanno sparato ferendolo in maniera gravissima alla mandibola, ma nessuno di loro ha aiutato nella ricerca dell’animale che era scappato terrorizzato, e si sono dileguati all’arrivo delle forze dell’ordine.

Nessuno dei cacciatori che hanno assistito alla scena lo ha aiutato a soccorrere il , ha riferito: anzi all’arrivo dei militari la squadra si era già allontanata. Le condizioni dell’animale erano gravissime e i veterinari hanno avuto la sola scelta dell’eutanasia.
«Non posso credere che si sia trattato di un errore – ha spiegato il proprietario – perché Argo era di fronte a me, il terreno in quel punto è libero e chi ha sparato non distava più di una quindicina di metri dal ».

La caccia è un crimine e chi la pratica dimostra in casi come questo la propria vera natura.
Argo non c’è più, speriamo che almeno una giustizia esemplare sia fatta nei confronti di chi lo ha ucciso senza pietà.

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